Immagini per conoscere luoghi, monumenti, attrazioni ed eventi di Cuneo e della Provincia Granda

12 settembre, 2015

Affreschi della Cappella di Santa Maria delle Vigne - Mondovì

fotografie Affreschi della Cappella di Santa Maria delle Vigne a Mondovì

La Cappella di Santa Maria delle Vigne è una delle Cappelle Gotiche di Mondovì, visitabili durante l'iniziativa “Alla scoperta della Mondovì Gotica”, organizzata dall’Associazione Monregaltour. Le Cappelle Gotiche di Mondovì sono piccoli oratori campestri al cui interno conservano cicli pittorici risalenti al '400, in stile gotico monregalese.

La Cappella di Santa Maria delle Vigne è situata in località Carassone, in posizione panoramica ai piedi della collina di Mondovì Piazza.

La parte più antica dell'edificio (corpo centrale e abside) risalgono al X secolo, mentre la facciata è del 1900.

Gli affreschi della Cappella di Santa Maria delle Vigne risalgono alla prima metà del XIV secolo e presentano caratteristiche duecentesche d'ispirazione bizantina. Sono stati attribuiti a Giovanni Mazzucco.
Nella parete dell'abside sopra lo zoccolo drappeggiato sono dipinti San Paolo e San Giovanni Battista con alcuni Apostoli che recano in mano un libro e si contraddistinguono per il simbolo iconografico o direttamente per l'iscrizione del loro nome.
Sopra, nel catino, si staglia sullo sfondo blu stellato la grande figura del Cristo Pantocratore, seduto sul trono e circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Tiene in grembo un libro aperto ed è raffigurato nell'atto di benedire.

Sopra la porta della sacrestia c'è, invece, l'immagine Madonna col Bambino trattenuto con fare protettivo sulle sue ginocchia.

Sulla parete laterale destra si può ammirare, infine, l'affresco della Natività.


Affreschi della Cappella di S.ta Maria delle Vigne   -§-   Frescoes S.ta Maria delle Vigne


The Chapel of Santa Maria delle Vigne is one of the Gothic Chapels of Mondovi, visited during the event "Alla scoperta della Mondovì Gotica", organized by the ' Associazione Monregaltour . Gothic Chapels of Mondovi are small rural oratories that preserved pictorial cycles dating back to the '400, in the Gothic style.

The Chapel of Santa Maria delle Vigne is placed in Carassone, in a panoramic position at the feet of the hill of Mondovi Piazza.

The oldest part of the building (the main building and the apse)are date back to the tenth century, while the façade is dated 1900.

The frescoes of the Chapel of Santa Maria delle Vigne are dated from the first half of the fourteenth century and have characteristics of thirteenth-century and a Byzantine inspiration. They have been attributed to Giovanni Mazzucco.
In the apse above the draped hoof wall are painted St. Paul and St. John the Baptist with some Apostles, who bring up a book and are characterized by their iconographic symbol or directly by a the text of their name.
Above, in the basin, it stands out against the blue starry wall the great figure of Christ Pantocrator, seated on his throne, surrounded by the symbols of the four evangelists. He holds an open book in her lap and is showned in the act of blessing.

Above the door of the sacristy there is, instead, the image the Madonna and Child thed held protectively in his lap.

On the right side wall can be seen, finally, the fresco of the Nativity.

fotografie Affreschi della Cappella di Santa Maria delle Vigne a Mondovì

10 settembre, 2015

Affreschi della Cappella di San Bernardo delle Forche - Mondovì

fotografie Affreschi Cappella di San Bernardo delle Forche a Mondovì

La Cappella di San Bernardo delle Forche fa parte del circuito delle Cappelle Gotiche di Mondovì, piccoli oratori campestri al cui interno conservano cicli pittorici risalenti al '400, in stile gotico monregalese.

Gli affreschi della Cappella di San Bernardo delle Forche di Mondovì sono stati dipinti tra il 1473 ed il 1478 da Antonio ‘Dragone’ da Monteregale e si ispirano al tema provenzale della Lactatio Virginalis, ossia della maternità di Maria, già comparso in un documento dell'abate Arnaud di Chartres, amico di San Bernardo.

Nell'affresco centrale si osserva, in posizione centrale, Gesù in croce affiancato da due angeli e ai suoi piedi un morto sdraiato su un letto con un diavolo, la cui figura è pressocchè cancellata, che ha l'intento di tirarlo probabilmente verso l'Inferno.
Alla sinistra di Gesù c'è Maria che mostra al figlio il seno scoperto con l'intento di intercedere per il defunto ed il Cristo si porta la mano destra al costato offrendo il suo sangue e chiedendo a Dio di esaudire le richieste della Madonna.
Dio, raffigurato in alto a sinistra, attraverso un cartiglio risponde che nulla gli può negare.
Completano l'affresco centrale Santa Barbara e San Bernardo che rappresentano la morte violenta.

L'affresco della parete di sinistra ritrae Sant'Anna, con un lungo mantello rosso, con in braccio Maria che allatta il Bambino Gesù, vestito d'oro. Di fianco a loro c'è Santa Caterina, legante e regale.
La parete sinistra riporta anche un dipinto piuttosto raro: la rappresentazione della Buona e della Cattiva preghiera. Un monaco ed un laico pregano inginocchiati davanti alla croce.
Le loro parole sono illustrate come raggi bianchi. Mentre quelli che partono dalla bocca del monaco toccano le piaghe di Cristo, quelli del laico non arrivano a Gesù ma sono diretti verso i suoi possedimenti.

La parete destra, invece, è dipinta un'altra Madonna del Latte. Maria, elegantemente vestita, allatta Gesù, seduta su un trono.
Il Bambino porta al collo un ciondolo di corallo simbolo della passione e della resurrezione. Accanto a loro sono posti San Bartolomeo, Santa Maria Maddalena e San Tommaso, mentre un grande San Cristoforo, protettore dei viandanti, tiene sulle spalle Gesù bambino.

Sugli affreschi sono presenti anche diversi graffiti antichi, fatti probabilmente da analfabeti. Si tratta di croci, simboli, date e stemmi.

La Cappella di San Bernardo delle Forche, insieme alla Cappella di Santa Croce e alla Cappella di Santa Maria delle Vigne è visitabile durante l'iniziativa “Alla scoperta della Mondovì Gotica”, organizzata dall’Associazione Monregaltour.



Affreschi S. Bernardo delle Forche   -§-   Frescoes St. Bernardo delle Forche


The Chapel of St. Bernardo delle Forche is part of the circuit of the Gothic Chapels of Mondovi, small rural oratories that preserved painting cycles dating back to '400, in Gothic style.

The frescoes in the Chapel of St. Bernardo delle Forche in Mondovi were painted between 1473 and 1478 by Antonio 'Dragon' by Monteregale and are inspired by the Provencal Lactatio Virginalis, that is the maternity of Maria, already appeared in a document of Abbot Arnaud de Chartres, a friend of St. Bernard.

In the fresco behind the altar you can observe, in a central position, the crucified Christ flanked by two angels and at his feet a dead man lying on a bed with a devil, whose figure is practically canceled, that has probably the intent to pull him towards the hell.
To the left of Jesus there is Maria who shows to his son the breast with the intent to ask and intercession for the dead, while Christ puts his right hand on his ribs, offering his blood and asking God to fulfill the requests of his mother.
God, pictured up on the left, through a cartouche responds that he can't deny.
Complete the central fresco Santa Barbara and San Bernardo that representing the violent death.

The fresco on the left wall depicts St. Anne, with a long red cloak, in her arms Maria nursing the infant Jesus, gold dressed. Next to them there is Santa Caterina, binder and regal.
The left wall also shows a rather rare painting : the representation of the Good and the Bad prayer. A monk and a layman pray kneeling foothills the cross.
Their words are shown as white rays. While those that leave from the mouth of the monk touch the wounds of Christ, those of the laity don't come to Jesus but are directed towards his possessions.

On the right wall, at the end, is painted another "Madonna del Latte". Maria, elegantly dressed, is nursing Jesus, sitting on a throne.
The child has a coral pendant, symbol of the passion and the resurrection. Beside them are placed St. Bartholomew, St. Mary Magdalene and St. Thomas, while a huge St. Christopher, patron of the wayfarers, takes the baby Jesus on his shoulders.

On the frescoes there are also several ancient graffiti, probably made by illiterate. they are crosses, symbols, dates and crests.

The Chapel of St. Bernardo delle Forche , with the Chapel of Santa Croce and Chapel of Santa Maria delle Vigne , can be visited during the initiative "Alla scoperta della Mondovì Gotica", organized by the 'Associazione Monregaltour .


fotografie Affreschi San Bernardo delle Forche a Mondovì

28 agosto, 2015

Cappella di San Bernardo delle Forche - Mondovì

fotografie Cappella di San Bernardo delle Forche a Mondovì

Spesso le nostre città nascondono piccoli tesori architettonici che, nonostante ci stiano sotto gli occhi quotidianamente, il più delle volte ignoriamo.

E'questo il caso delle Cappelle "gotiche" di Mondovì, di cui la Cappella di San Bernardo delle Forche fa parte. Sono piccoli oratori costruiti in campagna o distanti dal centro urbano, spesso adibiti a ricovero per pellegrini, in cui artisti del '400 dipinsero cicli pittorici con lo scopo di istruire i poveri e analfabeti alle Sacre Scritture. Lo stile utilizzato negli affreschi è quello tardo-gotico, tipico della zona monregalese.

La Cappella di San Bernardo delle Forche è situata su una collina di Borgo Ferrone, di fronte a Mondovì Piazza, e deve il suo nome al fatto che la zona era quella in cui erano posizionati i patiboli.

Affrescata nella seconda metà del 1400, la cappella potrebbe risalire al '300 ed è dedicata a S. Bernardo di Chiaravalle, la cui figura è presente anche negli affreschi interni.

L'edificio è piuttosto semplice, ha una struttura rettangolare, ad un'unica aula, con tetto "a capanna" che ricopre anche il nartece esterno.

Sulla facciata sono presenti tre affreschi relativamente recenti che raffigurano San Bernardo, San Rocco e, al centro sulla porta d'ingresso, la Madonna col Bambino.

Il vero tesoro di questa cappella sta però al suo interno con il ciclo pittorico di Antonio ‘Dragone’ da Monteregale ispirato al tema della maternità di Maria.



San Bernardo delle Forche - Mondovì   -§-   San Bernardo delle Forche - Mondovì

Often our small towns hidden architectural treasures that although they are under our eyes every day, most of the time we ignore them.

An example are the "Gothic" Chapels in Mondovi, like the Chapel of St. Bernard of Forks . Theese chapels are small oratories built in the countryside or distant from the city center, often used as a shelter for pilgrims. In them artists of '400 painted pictorial cycles in order to educate the poor and illiterate to the Holy Scriptures. The style used in the frescoes is the late-Gothic, typical of the Mondovì area.

The Chapel of St. Bernard of Forks is located on a hill in the hamlet Ferrone, in front of Mondovi Piazza, and owes its name to the fact that in the area were placed the gallows.

Frescoed in the second half of 1400, the chapel could dated back to the '300 and is dedicated to St. Bernard of Clairvaux, whose figure is also present in the interior frescoes.

The building is quite simple, it has a rectangular structure, a single hall, with a "hut"roof that also covers the narthex outside.

On the front there are three frescoes relatively recent depicting St. Bernard, St. Rocco and in the center on the front door, the Madonna and with the Child.

The real treasure of this chapel is inside with the series of paintings by Antonio 'Dragon' by Monteregale inspired by the theme of Mary's motherhood.

fotografie San Bernardo delle Forche a Mondovì

26 agosto, 2015

Illuminata 2015 - Cuneo

fotografie Illuminata 2015 Cuneo

Per inaugurare il completamento dei lavori della nuova Via Roma e festeggiare, come di consuetudine la Madonna del Carmine, Cuneo, durante le sere delle prime due settimane di Luglio, ha assistito all'Illuminata, un meraviglioso spettacolo di luci e suoni lungo la via maestra del centro storico.

Come accade per molte feste patronali del Sud, Via Roma è stata illuminata con migliaia di lampioni e lampade a formare lampioni, archi e una lunga galleria con volta a botte culminante in una grande porta colorata prospiciente Piazza Galimberti.

E per dare ancora più risalto, ogni sera le migliaia di visitatori accorsi con curiosità hanno potuto assistere a giochi di luci, colori e suoni.

Una manifestazione unica, coinvolgente e di successo.

Illuminata 2015 - Cuneo   -§-   Illuminata 2015 Cuneo

In order to inaugurate the end of the renovations of the new Via Roma and to celebrate, as usual, Our Lady of Mount Carmel, Cuneo, during the evenings of the first two weeks of July, assisted to the Illuminata, a wonderful show of lights and sounds along the main road of the historic center.

Like many festivities of the South of Italy, Via Roma was lit with thousands of street lights and lamps to form street lights, bows and a long tunnel with a barrel vault culminating in a large colored door overlooking Piazza Galimberti.

And to give more prominence to the event, every evening thousands of visitors flocked curiously were able to attend two plays of light, colors and sounds.

A unique event, engaging and successful.

fotografie Illuminata 2015 Cuneo

30 giugno, 2015

Stambecchi in Valle Gesso

fotografie Stambecchi in Valle Gesso

Lo stambecco è, insieme al gipeto, l'animale più rappresentativo del Parco delle Alpi Marittime ed, in particolare, della Valle Gesso.

Dopo un serio rischio d'estinzione in tutto l'arco alpino, quest'ungulato agli inizi del Novecento è stato reintrodotto in Valle Gesso sul ordine del re Vittorio Emanuele III, grande appassionato cacciatore, con lo scopo di arricchire la sua Riserva Reale di caccia.
Grazie, poi, a migrazioni spontanee e successivi interventi ora gli stambecchi sono tornati a ripopolare le montagne delle Alpi Marittime.

Sebbene gli stambecchi prediligano vivere ad altezze elevate, nascosti su pareti rocciose al limitare della vegetazione, in primavera scendono verso il fondovalle per riprendersi dalla dura stagione invernale. Ed è proprio questo il periodo migliore per incontrarli in Valle Gesso, soprattutto se si percorre il sentiero che porta al Rifugio Ellena-Soria luogo particolarmente facilo per l’avvistamento sempre emozionante di questi schivi animali, re delle Alpi.

Stambecchi in Valle Gesso   -§-   The Ibex in Gesso Valley

The ibex is, along with the bearded vulture, the animal most representative of the Park of the Maritime Alps and, in particular of the Gesso Valley.

After a serious risk of extinction in the Alps, this ungulate in the early twentieth century was reintroduced in Gesso Valley on the order of King Vittorio Emanuele III, avid hunter, in order to enrich his royal hunting reserve .
So, thanks to spontaneous migrations and subsequent interventions, now the ibex are returned to repopulate the mountains of the Alpes Maritimes.

Although ibex like to live at high altitudes, hidden by rocks at the edge of the vegetation, in the spring they go down to the valley floor to recover from the hard winter season. And this is the best time to meet them in Gesso Valley, especially if you follow the path that leads to the mountain hut Ellena-Soria , place particularly easy for exciting views of these shy animals, considered the King of the Alps.

fotografie Stambecchi in Valle Gesso

20 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc

fotografia Beo Bellino Les Sarazines e Lou Turc

La la Beò de Blins, festa legata alla cacciata dei saraceni dalla valle, è rallegrata dalle danze occitane dei Les Sarazines, danzatori che animano il corteo e che saltano avanti e indietro sulle "barriere" facendo tintinnare i campanelli appesi alle loro cinture.
Indossano vestiti bianchi decorati con coloratissimi nastri intrecciati e coccarde ed in testa portano un cappello da uomo ricoperto da un velo bianco ricamato e da lunghi nastri colorati che scendono a coprire le spalle e parte del viso.

Il personaggio più bizzarro di tutta la Beò è senza dubbio Lou Turc. Rappresenta lo straniero, un individuo barbaro con un copricapo fatto di specchi che, nonostante sia incatenato al Gendarme, cerca di sfuggire ad ogni occasione pronunciando parole incomprensibili e versi animaleschi soprattutto quando passa vicino a chiese o a simboli religiosi.
Troverà finalmente la sua pace quando sarà battezzato e comincerà anche lui a parlare occitano.



Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc   -§-   Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc


The Beo de Blins , celebration related to the expulsion of the Saracens from the Valley, is cheered from Occitan dances of Les Sarazines, dancers that liven up the procession, jumping back and forth on the wood barriers, clinck the jingle bells hang on their belts.
They wear white clothes decorated with colorful twisted ribbons and rosettes and hats covered with a white embroidered vélo and long colored ribbons that descend to cover their shoulders and partially the face.

The most bizarre character of whole Beò is undoubtedly Lou Turc. Represents the stranger, an individual barbarian with a headdress made of mirrors that, despite being chained to the Gendarme, tries to escape at every opportunity uttering incomprehensible words and animal cries especially when he passes close to churches or religious symbols.
Finally find his peace when he is baptized and begin to speak Occitan.


fotografia Beo Bellino Les Sarazines e Lou Turc

18 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

fotografia Beo Bellino Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

In contrapposizione a Lou Viei e La Vieio, la Beò de Blins mette i personaggi de Lou Cadet e l’Espouzo.
Essi raffigurano una giovane coppia di sposi e partecipano al corte in eleganti abiti nuziali.
Probabilmente rappresentano il futuro e la nuova vita.

Lou Medic, invece, è l'unico personaggio non mascherato del gruppo in quanto deve affermare la propria serietà professionale.
Ha però le guance truccate di rosso per indicare il suo ottimo stato di salute.
Indossa un camice bianco, ha occhiali, baffoni e cappello e porta con sè una borsa con gli strumenti del mestiere, utili per soccorrere La Vieio durante i suoi frequenti malori.

Beò : Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic   -§-   Beò : Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

In contrast with Lou Viei and La Vieio , the Beò de Blins puts the characters of Lou Cadet and L'Espouzo .
They represent a young married couple and participate in the court in elegant bridal gowns.
Probably they sybolize the future and the new life.

Lou Medic is the only character not masked in the group as it must assert their professionalism.
However, his cheeks are rigged in red to indicate its excellent state of health.
He wears a white coat, has glasses, mustache and a black hat and carries a bag with the tools of the trade, useful to rescue La Vieio during her frequent illnesses.

fotografia Beo Bellino Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

17 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Lou Viei e La Vieio

fotografia Beo Bellino Lou Viei e La Vieio

Tra i protagonisti più divertenti della Beò de Blins ci sono Lou Viei e La Vieio, il Vecchio e la Vecchia, che durante l'intero corteo intrattengono il pubblico con esileranti macchiette.

A differenza degli altri personaggi della Beò, Lou Viei indossa sopra i pantaloni di lana cruda, una lunga camicia, bianca e dal tessuto grezzo.
Il suo viso è nascosto da una maschera di corteccia ricoperta da riccioli di lana a simulare barba baffi e capelli grigi.
Particolari sono i diversi utensili che porta addosso, quasi partisse per lungo viaggio, tra cui racchette da neve, un campanaccio, uno stampo per il formaggio, diversi anelli di legno.

La Vieio, impersonata da un uomo, accompagna ovviamente il marito lungo la sfilata, fingendo svenimenti e cadute per essere soccorsa prontamente da Lou Medic.
La donna indossa il tipico vestito delle donne di Bellino con gonna nera in panno di lana, sulle spalle un variopinto scialle e in testa la cuffietta bianca.

Beò de Blins: Lou Viei e La Vieio   -§-   Beò de Blins : Lou Viei e La Vieio

Among the funniest characters of the Beò de Blins there are Lou Viei and La Vieio , the Old Man and the Old Woman, that during the entire paraide entertain the audiences with exhilarating sketches.

Unlike the other characters of the Beò, Lou Viei worn over the pants made of raw wool, a long shirt, white and gray fabric.
His face is hidden by a mask of bark covered with wool curls to simulate beard, mustache and gray hair.
Unsual are the different tools that brings with him, like he's leaving for a long journey, such as snowshoeing, a cowbell, a mold for cheese, many wooden rings.

La Vieio, played by a man, of course accompanies her husband along the parade, fainting and falls, pretending to be rescued promptly by Lou Medic.
The old woman wears the traditional dress of the women of Bellino with black skirt in woolen cloth, a colorful shawl over her shoulders and on the head the white cap.

fotografia Beo Bellino Lou Viei e La Vieio

16 febbraio, 2015

La Beò de Blins - Bellino

fotografia Beo Bellino

Dopo un'attesa di tre anni torna a Bellino la
Beò de Blins, antico carnevale alpino della Val Varaita che ricorda sotto molti aspetti la famosa Baiò di Samperyre.

La Baie hanno probabilmente parte delle loro radici in tradizionali rappresentazioni carnevalesche medioevali, spesso mischiano tra loro caratteristiche religiose e pagane, celebrano la natura e la sua rinascita dal lungo inverno e rievocano episodi storici locali.
Come la Baiò di Samperyre, la Beò de Blins s'ispira alla guerra contro i saraceni avvenuta a Preifiol, piccola località vicino a Chiazale, dove lo straniero mise sotto pressione la popolazione locale che resistette fino all'arrivo dei rinforzi che cacciarono dalla valle l'invasore.

Le location della Beò sono le frazioni di Chiazale, Celle e Prafauchier, denominate Cartier n'Aut del comune di Bellino.
La festa fino al 1958 si svolgeva annualmente, ad eccezione degli anni della Seconda Guerra Mondiale. Dopo una sospensione di quarant'anni nel 1999 è tornata con cadenza triennale la Domenica di Carnevale ed il Martedì Grasso.

La Beò si compone di un corteo i cui protagonisti sono personaggi curiosi, in abiti coloratissimi da cui scendono lunghi nastri appuntati da coccarde.
In testa gli uomini portano copricapi importanti, le donne, invece, hanno la tipica bera, cuffietta bianca con ricami a tombolo e, sulle spalle, preziosi e variopinti scialli.

La sfilata parte da Chiazale, scende a Celle e, percorrendo gli stretti vicoli della borgata, arriva fino a Prafauchier per poi concludersi a Celle.

Molti sono i personaggi che caratterizzano il corteo, ciascuno con un suo ruolo e caratteristiche proprie che contribuiscono a raccontare la cacciata dei Saraceni.

Al suono dei campanacci i Picounier, i più giovani del gruppo, richiamano la folla ed avvisano sulla presenza delle barriere, tronchi di legno che sbarrano la strada al Corteo a cui provvedono i Sapeur con le loro scuri mentre il Gingolo e i Pourtatour dei Ciciu fanno indietreggiare la folla battendo due coperchi.

Superato l'impedimento possono finalmente avanzare Lou Mounsù e la Damo, che rappresentano la borghesia, Lou Cadet e L'Espouso, i giovani sposi, mentre a rallegrare la festa Les Sarazines danzano freneticamente le musiche tradizionali suonate dai Sounadour.

Personaggi simpatici e curiosi sono Lou Viei e La Vieio, il vecchio e la vecchia, Lou Medic e L'Arlequin, mascalzone ed irrequieto, tenuto a bada da Lou Soldà.

Sicuramente la figura più misteriosa è Lou Turc, lo straniero selvaggio da convertire che parla un linguaggio incomprensibile e che viene tenuto a bada dal Gendarme.

La maggiore differenza con la Baio di Sampeyre, oltre al fatto che al corteo della Beò partecipano anche le donne, è che La Beò è una sorta di rappresentazione teatrale dove i personaggi recitano in occitano un canovaccio che offre largo spazio all'improvvisazione.
La festa termina il Martedì Grasso con il battesimo del Turc e il rogo de Lou Ciciu, il fantoccio di paglia, che sancisce la fine del Carnevale.


La Beò de Blins a Bellino   -§-   The Beò de Blins in Bellino


After three years back in Bellino the
Beò de Blins, ancient alpine carnival of the Val Varaita with many reminiscent of the famous Baio of Samperyre.

The Baie have probably part of their roots in traditional medieval carnival representations, often mixed with characteristics religious and pagan, that celebrate the nature and its rebirth from the long winter and recall episodes of local history.
Like the Baiò of Samperyre, the Beò de Blins is inspired by the war against the Saracens took place in Preifiol, a small hamlet near Chiazale, where the stranger put pressure on the local population that resisted until reinforcements that drove from the valley the invader.

The locations of the Beò are the villages of Chiazale, Celle and Prafauchier, called Cartier n'Aut of Bellino.
The festival was held annually until 1958, with the exception of the years of World War II. After a suspension of forty years in 1999 has come back every three years on Sunday of Carnival and Mardi Gras.

The Beò is made up of a procession in which the protagonists are curious characters, in colorful dresses from which descend long ribbons pinned to ribbons.
In head men wear remarkable headgears while women have the typical bera, white cap with embroidered pillow and, on the shoulders, precious and colorful shawls.

The parade starts at Chiazale, falls in Celle and, along the narrow streets of the village, up to Prafauchier and ends in Celle.

Many are the characters that characterize the procession, each with its own role and characteristics that help to tell the expulsion of the Saracens.

At the sound of the bells Picounier, the youngest of the group, recalling the crowd and warn about the presence of barriers, wooden trunks that bar the way, quickly vacated by the Sapeur with their axe while Gingolo and Pourtatour Ciciu make back the crowd beating two lids.

Overcome the impediment can finally move forward Lou Mounsù and La Damo, representing the bourgeoisie, Lou Cadet and L'Espouso, young married couples, while Les Sarazines dance frantically traditional music played by Sounadour.

Cute characters and onlookers are Lou Viei and La Vieio, the old man and the old woman, Lou Medic and L'Arlequin, scoundrel and restless, kept at bay by Lou Soldà.

Surely the most mysterious figure is Lou Turc, the wild foreigner to convert that speaks an incomprehensible language and is guarded by the Gendarme.

The major difference with the Baio of Sampeyre, besides the fact that to the Beò also participate the women, is that the Beò is a kind of theater where the characters recite in Occitan a scenario that offers ample space to the improvisation.

The festival ends on Mardi Gras with the baptism the Turc and the pyre of Lou Ciciu, the straw puppet, which marks the end of the Carnival.

fotografia Beo Bellino

Il nostro album delle fotografie della
Beò de Blins su flickr

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...