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20 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc

fotografia Beo Bellino Les Sarazines e Lou Turc

La la Beò de Blins, festa legata alla cacciata dei saraceni dalla valle, è rallegrata dalle danze occitane dei Les Sarazines, danzatori che animano il corteo e che saltano avanti e indietro sulle "barriere" facendo tintinnare i campanelli appesi alle loro cinture.
Indossano vestiti bianchi decorati con coloratissimi nastri intrecciati e coccarde ed in testa portano un cappello da uomo ricoperto da un velo bianco ricamato e da lunghi nastri colorati che scendono a coprire le spalle e parte del viso.

Il personaggio più bizzarro di tutta la Beò è senza dubbio Lou Turc. Rappresenta lo straniero, un individuo barbaro con un copricapo fatto di specchi che, nonostante sia incatenato al Gendarme, cerca di sfuggire ad ogni occasione pronunciando parole incomprensibili e versi animaleschi soprattutto quando passa vicino a chiese o a simboli religiosi.
Troverà finalmente la sua pace quando sarà battezzato e comincerà anche lui a parlare occitano.



Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc   -§-   Beò de Blins: Les Sarazines e Lou Turc


The Beo de Blins , celebration related to the expulsion of the Saracens from the Valley, is cheered from Occitan dances of Les Sarazines, dancers that liven up the procession, jumping back and forth on the wood barriers, clinck the jingle bells hang on their belts.
They wear white clothes decorated with colorful twisted ribbons and rosettes and hats covered with a white embroidered vélo and long colored ribbons that descend to cover their shoulders and partially the face.

The most bizarre character of whole Beò is undoubtedly Lou Turc. Represents the stranger, an individual barbarian with a headdress made of mirrors that, despite being chained to the Gendarme, tries to escape at every opportunity uttering incomprehensible words and animal cries especially when he passes close to churches or religious symbols.
Finally find his peace when he is baptized and begin to speak Occitan.


fotografia Beo Bellino Les Sarazines e Lou Turc

18 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

fotografia Beo Bellino Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

In contrapposizione a Lou Viei e La Vieio, la Beò de Blins mette i personaggi de Lou Cadet e l’Espouzo.
Essi raffigurano una giovane coppia di sposi e partecipano al corte in eleganti abiti nuziali.
Probabilmente rappresentano il futuro e la nuova vita.

Lou Medic, invece, è l'unico personaggio non mascherato del gruppo in quanto deve affermare la propria serietà professionale.
Ha però le guance truccate di rosso per indicare il suo ottimo stato di salute.
Indossa un camice bianco, ha occhiali, baffoni e cappello e porta con sè una borsa con gli strumenti del mestiere, utili per soccorrere La Vieio durante i suoi frequenti malori.

Beò : Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic   -§-   Beò : Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

In contrast with Lou Viei and La Vieio , the Beò de Blins puts the characters of Lou Cadet and L'Espouzo .
They represent a young married couple and participate in the court in elegant bridal gowns.
Probably they sybolize the future and the new life.

Lou Medic is the only character not masked in the group as it must assert their professionalism.
However, his cheeks are rigged in red to indicate its excellent state of health.
He wears a white coat, has glasses, mustache and a black hat and carries a bag with the tools of the trade, useful to rescue La Vieio during her frequent illnesses.

fotografia Beo Bellino Lou Cadet, l’Espouzo e Lou Medic

17 febbraio, 2015

Personaggi della Beò de Blins: Lou Viei e La Vieio

fotografia Beo Bellino Lou Viei e La Vieio

Tra i protagonisti più divertenti della Beò de Blins ci sono Lou Viei e La Vieio, il Vecchio e la Vecchia, che durante l'intero corteo intrattengono il pubblico con esileranti macchiette.

A differenza degli altri personaggi della Beò, Lou Viei indossa sopra i pantaloni di lana cruda, una lunga camicia, bianca e dal tessuto grezzo.
Il suo viso è nascosto da una maschera di corteccia ricoperta da riccioli di lana a simulare barba baffi e capelli grigi.
Particolari sono i diversi utensili che porta addosso, quasi partisse per lungo viaggio, tra cui racchette da neve, un campanaccio, uno stampo per il formaggio, diversi anelli di legno.

La Vieio, impersonata da un uomo, accompagna ovviamente il marito lungo la sfilata, fingendo svenimenti e cadute per essere soccorsa prontamente da Lou Medic.
La donna indossa il tipico vestito delle donne di Bellino con gonna nera in panno di lana, sulle spalle un variopinto scialle e in testa la cuffietta bianca.

Beò de Blins: Lou Viei e La Vieio   -§-   Beò de Blins : Lou Viei e La Vieio

Among the funniest characters of the Beò de Blins there are Lou Viei and La Vieio , the Old Man and the Old Woman, that during the entire paraide entertain the audiences with exhilarating sketches.

Unlike the other characters of the Beò, Lou Viei worn over the pants made of raw wool, a long shirt, white and gray fabric.
His face is hidden by a mask of bark covered with wool curls to simulate beard, mustache and gray hair.
Unsual are the different tools that brings with him, like he's leaving for a long journey, such as snowshoeing, a cowbell, a mold for cheese, many wooden rings.

La Vieio, played by a man, of course accompanies her husband along the parade, fainting and falls, pretending to be rescued promptly by Lou Medic.
The old woman wears the traditional dress of the women of Bellino with black skirt in woolen cloth, a colorful shawl over her shoulders and on the head the white cap.

fotografia Beo Bellino Lou Viei e La Vieio

16 febbraio, 2015

La Beò de Blins - Bellino

fotografia Beo Bellino

Dopo un'attesa di tre anni torna a Bellino la
Beò de Blins, antico carnevale alpino della Val Varaita che ricorda sotto molti aspetti la famosa Baiò di Samperyre.

La Baie hanno probabilmente parte delle loro radici in tradizionali rappresentazioni carnevalesche medioevali, spesso mischiano tra loro caratteristiche religiose e pagane, celebrano la natura e la sua rinascita dal lungo inverno e rievocano episodi storici locali.
Come la Baiò di Samperyre, la Beò de Blins s'ispira alla guerra contro i saraceni avvenuta a Preifiol, piccola località vicino a Chiazale, dove lo straniero mise sotto pressione la popolazione locale che resistette fino all'arrivo dei rinforzi che cacciarono dalla valle l'invasore.

Le location della Beò sono le frazioni di Chiazale, Celle e Prafauchier, denominate Cartier n'Aut del comune di Bellino.
La festa fino al 1958 si svolgeva annualmente, ad eccezione degli anni della Seconda Guerra Mondiale. Dopo una sospensione di quarant'anni nel 1999 è tornata con cadenza triennale la Domenica di Carnevale ed il Martedì Grasso.

La Beò si compone di un corteo i cui protagonisti sono personaggi curiosi, in abiti coloratissimi da cui scendono lunghi nastri appuntati da coccarde.
In testa gli uomini portano copricapi importanti, le donne, invece, hanno la tipica bera, cuffietta bianca con ricami a tombolo e, sulle spalle, preziosi e variopinti scialli.

La sfilata parte da Chiazale, scende a Celle e, percorrendo gli stretti vicoli della borgata, arriva fino a Prafauchier per poi concludersi a Celle.

Molti sono i personaggi che caratterizzano il corteo, ciascuno con un suo ruolo e caratteristiche proprie che contribuiscono a raccontare la cacciata dei Saraceni.

Al suono dei campanacci i Picounier, i più giovani del gruppo, richiamano la folla ed avvisano sulla presenza delle barriere, tronchi di legno che sbarrano la strada al Corteo a cui provvedono i Sapeur con le loro scuri mentre il Gingolo e i Pourtatour dei Ciciu fanno indietreggiare la folla battendo due coperchi.

Superato l'impedimento possono finalmente avanzare Lou Mounsù e la Damo, che rappresentano la borghesia, Lou Cadet e L'Espouso, i giovani sposi, mentre a rallegrare la festa Les Sarazines danzano freneticamente le musiche tradizionali suonate dai Sounadour.

Personaggi simpatici e curiosi sono Lou Viei e La Vieio, il vecchio e la vecchia, Lou Medic e L'Arlequin, mascalzone ed irrequieto, tenuto a bada da Lou Soldà.

Sicuramente la figura più misteriosa è Lou Turc, lo straniero selvaggio da convertire che parla un linguaggio incomprensibile e che viene tenuto a bada dal Gendarme.

La maggiore differenza con la Baio di Sampeyre, oltre al fatto che al corteo della Beò partecipano anche le donne, è che La Beò è una sorta di rappresentazione teatrale dove i personaggi recitano in occitano un canovaccio che offre largo spazio all'improvvisazione.
La festa termina il Martedì Grasso con il battesimo del Turc e il rogo de Lou Ciciu, il fantoccio di paglia, che sancisce la fine del Carnevale.


La Beò de Blins a Bellino   -§-   The Beò de Blins in Bellino


After three years back in Bellino the
Beò de Blins, ancient alpine carnival of the Val Varaita with many reminiscent of the famous Baio of Samperyre.

The Baie have probably part of their roots in traditional medieval carnival representations, often mixed with characteristics religious and pagan, that celebrate the nature and its rebirth from the long winter and recall episodes of local history.
Like the Baiò of Samperyre, the Beò de Blins is inspired by the war against the Saracens took place in Preifiol, a small hamlet near Chiazale, where the stranger put pressure on the local population that resisted until reinforcements that drove from the valley the invader.

The locations of the Beò are the villages of Chiazale, Celle and Prafauchier, called Cartier n'Aut of Bellino.
The festival was held annually until 1958, with the exception of the years of World War II. After a suspension of forty years in 1999 has come back every three years on Sunday of Carnival and Mardi Gras.

The Beò is made up of a procession in which the protagonists are curious characters, in colorful dresses from which descend long ribbons pinned to ribbons.
In head men wear remarkable headgears while women have the typical bera, white cap with embroidered pillow and, on the shoulders, precious and colorful shawls.

The parade starts at Chiazale, falls in Celle and, along the narrow streets of the village, up to Prafauchier and ends in Celle.

Many are the characters that characterize the procession, each with its own role and characteristics that help to tell the expulsion of the Saracens.

At the sound of the bells Picounier, the youngest of the group, recalling the crowd and warn about the presence of barriers, wooden trunks that bar the way, quickly vacated by the Sapeur with their axe while Gingolo and Pourtatour Ciciu make back the crowd beating two lids.

Overcome the impediment can finally move forward Lou Mounsù and La Damo, representing the bourgeoisie, Lou Cadet and L'Espouso, young married couples, while Les Sarazines dance frantically traditional music played by Sounadour.

Cute characters and onlookers are Lou Viei and La Vieio, the old man and the old woman, Lou Medic and L'Arlequin, scoundrel and restless, kept at bay by Lou Soldà.

Surely the most mysterious figure is Lou Turc, the wild foreigner to convert that speaks an incomprehensible language and is guarded by the Gendarme.

The major difference with the Baio of Sampeyre, besides the fact that to the Beò also participate the women, is that the Beò is a kind of theater where the characters recite in Occitan a scenario that offers ample space to the improvisation.

The festival ends on Mardi Gras with the baptism the Turc and the pyre of Lou Ciciu, the straw puppet, which marks the end of the Carnival.

fotografia Beo Bellino

Il nostro album delle fotografie della
Beò de Blins su flickr

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